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Violenza contro donne e bambini / Violenza conto bambini e adolescenti

abusi sessuali ai danni dei minori




L'abuso sessuale sui minori



che cosa è

L'abuso sessuale è tra le forme di violenza più gravi che può subire un minore, soprattutto per il fatto che non si presenta mai da solo ma sempre associato alle altre forme di abuso. A tutt'oggi manca una definizione unanime dell'abuso sessuale e nel campo delle ricerche i criteri di definizione variano da autore ad autore.

Quando nelle relazioni a carattere sessuale sono coinvolti con gli adulti degli adolescenti, i confini entro i quali definire l'abuso sessuale si fanno ancora più confusi. E' infatti impossibile e sempre arbitrario definire il momento in cui l'adolescente raggiunge la capacità di acconsentire liberamente e pienamente alla relazione sessuale (stiamo riferendoci a parametri psicologici e non giuridici).

L'abuso sessuale comunque implica il coinvolgimento di minori in attività sessuali da parte di adulti, il loro sfruttamento sessuale, la prostituzione infantile e la pornografia.

Oltre l'età, la definizione di abuso sessuale prevede la valutazione di altri parametri come, per esempio, la questione se l'abuso sia intra o extra- familiare, se sia stato commesso da coetanei o adulti, se vi sia stato un "contact abuse" (abuso sessuale con contatto fisico ) o "non-contact abuse" (abuso sessuale anche senza contatto fisico come per esempio obbligare il minore ad assistere a rapporti sessuali fra adulti, od obbligarlo ad avere scambi sessuali con coetanei o a vedere materiale pornografico), perpetuato o meno nel tempo (un solo episodio, più frequente nelle aggressioni sessuali commesse da estranei verso un bambino, molto rare negli abusi sessuali intrafamigliari o negli abusi sessuali commessi da parenti o conoscenti).

Il problema della grande varietà di definizioni merita un'attenzione particolare quando interessa il campo della clinica e degli interventi operativi; diversi soggetti professionali si incontrano infatti sul terreno dell'intervento (medici, magistrati, psicologi, insegnanti, forze dell'ordine, avvocati, operatori sociali, ecc.), ognuno partendo dalla propria specifica identità professionale, da cui ciascuno trae una propria visione su ciò che debba essere ritenuto abuso sessuale.

L'abuso sessuale è tra le forme di violenza più gravi che può subire un minore, soprattutto per il fatto che non si presenta mai da solo ma sempre associato alle altre forme di abuso. A tutt'oggi manca una definizione unanime dell'abuso sessuale e nel campo delle ricerche i criteri di definizione variano da autore ad autore. Quando nelle relazioni a carattere sessuale sono coinvolti con gli adulti degli adolescenti, i confini entro i quali definire l'abuso sessuale si fanno ancora più confusi. E' infatti impossibile e sempre arbitrario definire il momento in cui l'adolescente raggiunge la capacità di acconsentire liberamente e pienamente alla relazione sessuale (stiamo riferendoci a parametri psicologici e non giuridici).

Una definizione valida di violenza e abuso sessuale dovrebbe, quindi, includere:

una descrizione esplicita della natura degli atti sessuali, della frequenza e della presenza o meno di tracce di violenza sul minore; una descrizione dell'età e dello sviluppo dei soggetti coinvolti; la composizione del tipo di relazione tra le persone coinvolte; la descrizione dell'atteggiamento e del grado di coinvolgimento degli altri membri della famiglia, descrivendo anche gli atteggiamenti culturali rispetto alla sessualità prevalenti nell'ambito sociale circostante.


Caratteristiche

L'abuso sessuale può avvenire all'interno della famiglia (e si tratta dei casi più diffusi soprattutto quando parliamo di bambini in età scolare e di preadolescenti), oppure fuori dalla famiglia (molto più raro e comunque più frequente quando la vittima è adolescente). In entrambi i casi l'aggressore è una persona conosciuta al minore nella maggior parte dei casi . Molto rari sono le molestie sessuali e le violenze commesse da sconosciuti ai danni di un bambini.

Gli abusi sessuali commessi dagli adulti sui bambino non sempre sono accompagnati da violenza fisica (spesso l'adulto "seduce" il bambino o gli fa credere che si tratti di cose normali che fanno tutti, soprattutto se il bambino è piccolo), e non sempre si tratta di azioni "gravi" da un punto di vista oggettivo. Gli abusi iniziano spesso sotto forma di gioco, di carezze, di educazione sessuale; si passa poi alle molestie vere e proprie (quindi vissute dal minore come fastidiose e assolutamente da lui indesiderate) per giungere solo in una fase successiva (che non sempre è presente) a veri e propri atti sessuali più gravi.


La gravità del danno psichico non è in alcun modo correlata alla gravità delle azioni subite;
non necessariamente uno stupro avrà conseguenze più gravi di una  molestia sessuale.

Il danno psichico sulla vittima dipende da molti fattori, fra cui i più importanti sono:
relazione fra l'aggressore è la vittima (tanto più il rapporto è stretto tanto maggiore sarà il danno);
età della vittima (tanto più la vittima è giovane tanto maggiore sarà il danno);
durata dell'abuso sessuale;
risposta della società al disvelamento dell'abuso sessuale (tanto più la vittima sarà riconosciuta nel suo ruolo di vittima e supportata, protetta, non colpevolizzata, tanto minori saranno i danni).


Le indicazioni più consolidate della letteratura specialistica  in materia di abuso sessuale sono quelle di Finkelhor, che sostiene che l'abuso sessuale e l'incesto nascono in contesti  caratterizzati da quattro  precondizioni:


- fattori che motivano l'abusante. Ci possono essere blocchi evolutivi legati a traumi o abusi infantili, per cui il sesso con il minore è usato per ridurre emozioni negative, come mezzo di fuga per non pensare e superare senso di impotenza o immagini di svalutazione di sé. L'abusante può essere motivato da forte pulsionalità ad
agire il contatto sessuale e incapacità di regolazione emotiva.

- fattori che predispongono al superamento delle inibizioni interne. L'abusante ha scarso controllo mentale sulla propria sessualità, ritiene  legittimo fare sesso con i minori e  utilizzare materiale pornografico.  Vi sono adulti fortemente condizionati dai propri problemi, da disagio psichico, dalla mancanza di risorse emotive, che possono essere spinti ad abusare sessualmente un bambino da una situazione di grave stress ( ad esempio originata dalla separazione dal coniuge).


- fattori che predispongono al superamento delle inibizioni esterne. Sono le situazioni familiari caratterizzate da un controllo microsociale insufficiente, dalla difficoltà dell'altro genitore ( di solito la madre) a proteggere il figlio dall'abusante per assenza, handicap mentale, per malattia, per la presenza di sentimenti ostili verso il figlio, per livello culturale molto inferiore al partner o atteggiamento di sudditanza emotiva nei suoi confronti.


- fattori che predispongono al superamento delle resistenze del bambino. Incapacità del soggetto abusato di difendersi adeguatamente dal maltrattamento e dalla violenza sessuale: perché è piccolo,  perchè è un soggetto che non si ribella, tende all'introversione e quindi non chiede aiuto, non parla con altri adulti.


Abusi sessuali verso i maschi



Anche i bambini di sesso maschile e gli adolescenti possono essere vittime di abusi sessuali sia intrafamiliari che extrafamiliari. Tutto quanto viene detto sulle violenze sessuali ai danni dei minori è ovviamente valido sia per le vittime di sesso maschile che per quelle di sesso femminile.

Abbiamo ritenuto opportuno tuttavia inserire un capitolo apposito per sottolineare l'importanza di tenere nella mente l'ipotesi dell'abuso anche di fronte a bambini e adolescenti maschi con particolari sintomatologie, comportamenti o segnali di disagio.

Se infatti è ancora molto difficile poter credere che gli adulti, soprattutto se si tratta di adulti rispettabili e ben inseriti nella società (come in generale sono i pedofili), possano commettere azioni tanto riprovevoli nei confronti dei bambini,  ancor più difficile è riuscire a tenere nella mente l'ipotesi dell'abuso sessuale di bambini maschi. Ciò significa che il fenomeno è quanto mai impensabile, e di conseguenza è quasi impossibile per un bambino che subisce abusi sessuali riuscire ad essere protetto ed aiutato. I bambini sentono che quanto sta loro succedendo è indicibile e incredibile, e tacciono.

La maggior parte degli abusanti anche in questo caso sono di sesso maschile.

Ancor più diffuso è l'abuso sessuale di una ragazzino preadolescente o di un adolescente; si tratta in generale di abusi sessuali extra famigliari commessi da uno o più uomini che coinvolgono le vittime in giri di pedofilia dai quali è poi difficile riuscire ad uscire. Nella maggior parte dei casi i pedofili individuano le loro vittime in ragazzini  soli, poco seguiti dalle famiglie o comunque con poco dialogo con adulti di riferimento. Non è un compito difficile riuscire a sedurli con promessi di denaro, regali ma soprattutto con la promesso di una po' di attenzioni e di affetto.

La condivisione con uomini adulti, sia pur pedofili, in un certo senso può coprire il vuoto affettivo di questi  ragazzi, farli sentire importanti per qualcuno. Quando si accorgono che il gioco si fa troppo pericoloso e doloroso è ormai troppo tardi; si sentono "complici" più che vittime , e proprio a causa di questo convincimento, ovviamente rafforzato dai pedofili stessi, mantengono il silenzio su ciò che sta loro succedendo.

Non è infrequente che gli adolescenti che finiscono in giri di pedofilia vengano filmati mentre subiscono abusi. Anche in questo caso è quanto mai importante tenere a mente l'ipotesi della pedofilia quando ci si trova di fronte ad un ragazzino che lancia importanti segnali di disagio; sono in questo caso infatti si potrà, come adulti, cercare di aiutarlo a superare l'imbarazzo e la sensazione di colpa che lo paralizza e fargli raccontare l'abuso sessuale subito. Non va mai dimenticato che raccontare le violenze sessuali che si stanno subendo è l'unico modo per il minore per ottenere aiuto e protezione. 



Abusi sessuali di tipo ritualistico

Da circa vent'anni in tutto il mondo vengono segnalati casi di abusi sessuali e maltrattamenti di tipo ritualistico ai danni di bambini e di adolescenti. Sono ormai centinaia le persone che hanno dichiarato di aver dovuto sottostare ad abusi sessuali durante riti satanici, partecipare ad omicidi di neonati o bambini durante messe nere, a false sepolture in cimiteri o chiese. Kelly ha svolto, e pubblicato nel 1997, una ricerca su quattro gruppi di pazienti, adulti e bambini. 

La maggior parte dei soggetti intervistati da Kelly raccontò di violenze ed abusi sessuali, abuso  e violenze fisiche, torture, ingestione di sangue, sperma ed escrementi umani (feci e urina), uso di droghe, minacce di violenza (fra cui in particolare minacce di morte o di poteri sovrannaturali, minacce da un demone o da un mostro o dal diavolo), simboli e oggetti satanici, uccisione o mutilazione di animali. Alcuni di loro dichiararono inoltre l'uccisione di bambini, di essere stati costretti a distendersi in bare ed a fingersi morti. Tutti i  soggetti esaminati dichiararono di essere stati filmati e fotografati duranti gli abusi e le violenze sessuali edurante i rituali a sfondo satanico.

Anche in Italia sono state segnalate situazioni analoghe a quelle sopra descritte,  ed in un caso che ha coinvolto più di venti imputati e numerosi bambini fra i due ed i tredici anni, (caso ampiamente descritto dalle cronache giornalistiche nel corso degli anni 1998, 1999 e 2000), la magistratura ha emesso delle pesanti condanne in tutti e tre i gradi di giudizio (confermate quindi in cassazione, vedi Roccia 2001  vai a bibliografia). I minori hanno dichiarato di aver dovuto subire violenza sessuale in diversi luoghi fra cui anche dei cimiteri, di aver dovuto a loro volta commettere abusi sessuali e maltrattamenti su altri bambini, di aver subito  sevizie e maltrattamenti di ogni genere e violenze psicologiche di estrema gravità durante la celebrazione di messe nere inneggianti il diavolo. In alcune occasioni ci sarebbero stati anche degli omicidi di bambini che venivano uccisi non solo dagli adulti presenti, ma dagli stessi minori ai quali veniva ordinato di trafiggere con deipugnali neonati o bambini reperiti fra i figli degli appartenenti alla setta o, sempre in base al racconto dei piccoli testimoni, fra figli di immigrati extracomunitari. I bambini venivano chiusi in bare, spaventati con uomini mascherati da diavoli o da scheletri, obbligati ad uccidere gatti ed a berne il sangue. Il "capo" del gruppo (sempre  secondo il racconto dei bambini) era un prete, i partecipanti tutti genitori, parenti o amici dei bambini coinvolti;  molti bambini venivano anche fatti prostituire in case private. Tutti gli abusi, secondo le testimonianze dei minori,  venivano filmati e fotografati.


E' ormai certa  l'esistenza di video così detti "snaff" (che in gergo significa "morire, spegnersi")  in cui vengono  riprodotte violenze sessuali che hanno come completamento la morte e la sevizia del minore abusato, e che vengono diffusi nel mercato clandestino di video pedofili o su Internet, producendo profitti altissimi per chi li  produce. Nell'autunno del 2000 alcuni di questi video provenienti da Internet sono stati trasmessi in televisione durante due telegiornali RAI in prima serata, suscitando orrore ed un acceso dibattito in tutto il paese.

Pur con tutti i limiti e gli inconvenienti che tale evento mediatico ha avuto, la scelta di trasmettere quelle immagini in televisione ha obbligato tutti noi a prendere atto dell'esistenza di quanto fino a quel momento si era in ogni modo cercato di negare, contrastando la rimozione collettiva verso un fenomeno che sarebbe stato altrimenti destinato a restare sommerso ancora per molti anni. Nonostante la mole di dati raccolti circa questo genere di violenze contro i minori la maggior parte dei casi di abuso ritualistico denunciati nel mondo non hanno trovato un riscontro in ambito giudiziario, anche se il numero sempre maggiore di denuncie di reati di questo tipo ha obbligato alcuni stati americani (in particolare Louisiana, Texas, Illinois) ad approvare leggi che prevedono come reato l'abuso sul minore come parte di un rituale religioso o pseudo religioso.



Le resistenze emotive a credere a tanto orrore


Per un bambino vittima di abuso sessuale rompere il silenzio che circonda la violenza con una narrazione efficace e adeguata è un'operazione conflittuale e complessa che richiede molto tempo, in genere mesi, non di rado anche degli anni dal momento in cui l'abuso è stato scoperto. Non è assolutamente detto che la vittima si disponga ad una narrazione spontanea dell'abuso sessuale subito, e tutto ciò è particolarmente vero quando ci si trova di fronte a violenze fiche e sessuali della gravità di quelle sopra riportate. Tali reati sembra che vengano coperti dal silenzio per molto tempo non solo per  vergogna o senso di colpa, come accade di solito alle vittime di incesto, ma soprattutto per la paura di ritorsioni da parte degli abusanti (vero e proprio terrore di essere uccisi) e per la paura di non essere creduti e scambiati per pazzi (e di conseguenza non protetti).

E' indispensabile da parte dell'operatore sia un atteggiamento emotivo e relazionale adeguato a permettere lo sviluppo della narrazione dell'abuso sessuale alla presunta vittima, naturalmente senza  condizionarne la testimonianza, che una competenza clinica che gli consenta di individuare tempestivamente eventuali indicatori di violenze così particolari. Non meno importante è la disponibilità emotiva dell'operatore a credere all'esistenza di tanto orrore  (andare a perché si fa fatica a vere e a credere). Può essere a questo proposito interessante citare il pensiero conclusivo dell'articolo di K. Lanning sulla rivista Child Abuse and Neglect (1991): "Finchè non verranno trovate le prove di quanto le vittime dichiarano, il pubblico non può essere pronto a credere che bambini vengano uccisie mangiati, o che numerosi  bambini scomparsi in America siano stati uccisi nei sacrifici umani. Nulla però prova che questi omicidi non si siano verificati".


Che forme di ritualità sadiche e distruttive attuate da genitori nei confronti dei figli siano da sempre esistite nella comunità umana è ipotizzabile a partire dalla stessa Bibbia, testo di cui non si può escludere un qualche valore storico e culturale, come possibile rappresentazione di alcuni comportamenti e atteggiamenti dell'epoca.

Già la Bibbia infatti parlava di abusi rituali in cui i genitori uccidevano e mangiavano i loro bambini (Libro della Sapienza, versetto 12): "... erano pieni di malvagità: si davano alla magia e ai riti infami, sacrificavano i loro figli senza pietà e facevano banchetti di carne e sangue umani. Ma tu hai colto sul fatto chi praticava questi riti sconci e per mezzo dei nostri antenati hai voluto distruggere quei genitori che uccidevano i figli indifesi...". D'altra parte la mente umana istintivamente rifiuta l'orrore dei sacrifici umani, classificandoli aprioristicamente come "impossibili", e fatica a tollerare che tali atrocità possano esistere. Il fatto che fra i perpetuatori negli abusi rituali siano spesso coinvolte delle donne (in nessun altro tipo di abuso sessuale si riscontra la presenza di così tante donne coinvolte attivamente nelle violenze) rende ancor più difficile credere ai racconti dei piccoli testimoni. E' possibile tuttavia che non sempre ci si trovi di fronte a dei veri e propri gruppi satanici, ma che invece si tratti di individui che usano riti e simboli satanici semplicemente per spaventare ed intimidire i bambini. Inoltre è difficile distinguere l'attività vera' satanica da altre che potrebbero essere classificare più propriamente come dei comportamenti bizzarri sessuali, riti neonazisti e delle aberrazioni mentali.

Dai racconti dei bambini abusati è difficile stabilire se i perpetuatori siano davvero impegnati in qualche forma di adorazione satanica o se semplicemente usino simboli satanici per spaventare le vittime. I perpetuatori potrebbero anche utilizzare costumi strani, riti bizzarri e oggetto occulti perché sanno che i bambini che devono confessare componenti ritualistiche bizzarre del loro abuso spesso vengono screditati".

"In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l'abbiamo vinta noi" scrive Primo Levi riportando quanto veniva detto agli ebrei dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. "Nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederebbe. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme a voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei Lagher, saremo noi a dettarla".


Quanto dicono i piccoli testimoni di abusi sessuali di tipo ritualistico può sembrare inverosimile, così come inverosimile era ciò che gli ebrei sopravvissuti ai lagher hanno raccontato, anche se la storia ci ha poi dimostrato come fosse tutto tragicamente vero. Conoscere qualcosa in più sugli abusi sessuali di tipo ritualistico può aiutare tutti coloro che in futuro si imbatteranno in casi come questi ad avere degli strumenti per non restare ciechi di fronte alle richieste di aiuto dei propri piccoli pazienti, e per affrontare il problema con competenza e serietà.
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